Giovanni Paolo Pesenti,
Pellegrinaggio di Gierusalemme fatto, e descritto per Gio. Paolo Pesenti caualiero del Santiss. Sepolcro di Nostro Signore. All’ill.mo & r.mo sig. monsignor Gio. Battista Milani Vescovo, Bergamo, Comin Ventura, 1615.

 

4°; pp. [16] 167 [1]; [*-**4] A-X4.

La c. B2 è segnata erroneamente A2. Ristampato a Brescia nel 1628 da Bartolomeo Fontana.

 

Repertori bibliografici e cataloghi

Tobler p. 93; Röhricht n. 935; Brunelli n. 70; sbn IT\ICCU\PUVE\020886.

 

Immagini: coperta, frontespizio, silografie e calcografie

 

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Esemplare Gerusalemme, Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa, ITS SEI B.28

mm 195x142. Esemplare parzialmente rifilato in testa . Legatura settecentesca in pergamena floscia di riuso, al dorso si legge, in inchiostro marrone “Viaggio di Gierusale[mme]”; precedente segnatura coperta dall'etichetta adesiva con la segnatura attuale. Tracce di spruzzatura blu al taglio. Al risguardo anteriore etichetta di segnatura del College and Commissariat. of the Holy Land (28 DF). Al verso della carta di guardia posteriore disegno settecentesco a penna nera che raffigura un suonatore di chitarra seduto su un pianoforte. Sempre al verso della carta di guardia posteriore note di conti. A c. *1r segnatura attuale a matita in alto e altre vecchie segnature sempre in alto, alcune a penna cancellate. Tra le cc. U2 e U3 fogliettino con annotazioni di conti di mano ottocentesca. Timbro rettangolare blu della Biblioteca del Convento di S. Salvatore a: c. [*1r], ripetuto anche in altre parti del volume. Ex libris Collegii et Commissariatis TERRAS SANCTAE a c. [*1r]. Timbro nero del Commissariato di Terra Santa di Washington a c. [*1r]. Timbro viola del Collegio di Terra Santa di Washington a c. [*1v]; [*2r]. Timbro con numero di ingresso a c. X4rv in basso a destra (02842) anche a matita sul margine sinistro della carta. Ampie macchie di unto nei fascicoli iniziali. Ampie gore d’acqua nei fascicoli iniziali. Sporadici camminamenti di tarlo nei fascicoli finali. Discreto stato di conservazione, la coperta è completamente distaccata dai nervi.

 

L’autore, studioso di umane lettere della città di Bergamo, imbarcatosi a Venezia per Alessandria nel 1612, giunse a Gerusalemme nell’anno 1613 dove fu investito cavaliere del Santo Sepolcro.