Girolamo de Castellione,
Fior de terra sancta noviter impressa, Messina, Wilhelm Schomberger a spese di Matteo Pangrazio, 6 agosto 1499.

 

4°, cc. [44], a-e8 f4, ill.

Tre sono le edizioni conosciute di questo testo, la princeps è romana, stampata da Eucharius Silber poco dopo il 2 maggio 1491; la seconda e la terza sono stampate a Messina, rispettivamente da Georg Ricker (1 dicembre 1491) e da Wilhelm Schomberger a spese di Matteo Pangrazio (6 agosto 1499). L’edizione romana porta la dedica a Guglielmo (in realtà Girolamo) Calagrano, cubiculario del pontefice Innocenzo VIII, mentre l’edizione messinese dell’anno 1491, vide la luce grazie alla volontà di don Francesco de Bivero, stratigoto di Messina negli anni 1491-92; la terza edizione è probabilmente una semplice ristampa della seconda. Piccola silografia raffigurante Gerusalemme a c. a1v.

 

Repertori bibliografici e cataloghi

Röhricht n. 416; Amat 1874 p. 28; Sander 1942 n. 1793; GW 6176; IGI 2560; Brunelli n. 4; ISTC ic00252000.

 

Immagini: coperta, frontespizio, silografie e calcografie

 

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Esemplare Gerusalemme, Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa, INC Rip.1

Esemplare posseduto come foto-riproduzione di quello della Pontificia Biblioteca di Bologna, le fotografie sono conservate in una cartelletta trasparente.

 

Tutte le notizie sull’autore dell’opera si ricavano esclusivamente dall’opera stessa; nella prefazione infatti frate Castiglione (non se ne conosce l’Ordine) informa di essere cresciuto e di avere vissuto a Milano, come predicatore apostolico, fino a quando, nel 1486, decise di partire per il suo viaggio in Terrasanta. Nel corso del suo pellegrinaggio Casteglione visitò non solo la Palestina, ma anche il Libano, la Siria e l’Egitto, per una durata complessiva del viaggio di più di un anno. Casteglione, dopo aver peregrinato per il Mediterraneo sbarcò a Giaffa; da qui si diresse a Gerusalemme, scelta come base di partenza per visitare altri Luoghi Santi. Si spostò quindi a Damasco, e da qui verso Babilonia, ma le difficoltà incontrate nella lunga marcia nel deserto lo costrinsero a tornare indietro. Spostatosi poi in Egitto e visitata Alessandria raggiunse il Cairo da dove partì per visitare il Sinai; imbarcatosi infine a Damietta fece ritorno alla città di Venezia. Attento alla sfera religiosa l’autore mette in guardia il pellegrino e lo esorta a esercitare la sua fede, anche se i luoghi che sta visitando non sono più esattamente gli stessi ricordati nei passi della Bibbia. A passi più interessanti, frutto di una narrazione scaturita da un’esperienza vissuta, si affiancano, come solitamente capitava, parti più pedanti dove sono ripresi passaggi da testi di viaggio precedenti.

Ferruccio Ramondino, Un incunabulo rarissimo “Il fiore de terra sancta” di Girolamo Castiglione, Palma di Maiorca, [s.e.], 1942; Marco Palma, Castiglione Girolamo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 22, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1979, pp. 91-92; Concetta Bianca, Stampa, cultura e società a Messina alla fine del Quattrocento, 2 volumi, Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1988; F. Cardini, In Terrasanta, pp. 272-273.