Historia botanica practica, seu plantarum, quae ad usum medicinae pertinet, Milano, Giuseppe Galeazzi, 1761

2°, pp. [12], 32, 164, [2], 68 carte di tav. inc.; fasc. π⁴ I², a-d⁴, A⁴ B² C-H⁴ I6 K-L⁴ M² N-R⁴ S³ T⁴ U-Z² Aa²

Sbn IT\ICCU\UFIE\002539

mm. 411x240. Legatura novecentesca in pelle marmorizzata marrone. Anima in cartone con tagli spruzzati in arancione. Molte macchie e consistenti gore d’acqua che interessano soprattutto le parti iniziali e finali dell’esemplare. Testo disposto su due colonne. È assente la c. π1 contenente un’antiporta calcografica.

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Su Giovanni Battista Morandi non si hanno molte notizie: fu pittore e botanico milanese nella prima metà del XVIII secolo ed è inoltre ricordato per essere stato iconografo dell’orto botanico di Torino negli anni Trenta del XVIII secolo. La prima edizione di questo classico erbario settecentesco risale al 1744 e fu stampata da Pietro Francesco Malatesta a Milano. Data la sua abilità, il Morandi realizzò da sé le tavole, disegnando dal vivo e incidendo poi su rame. A quest’altezza le conoscenze botaniche erano già molto avanzate, fatto che permette all’autore di soffermarsi su minuzie e dettagli. Le piante studiate vengono suddivise in XXXV differenti categorie, come Plantae submarinae, Plantae terrestres simplicissimae, Plantae bacciferae, Plantae pomiferae… Probabilmente lo stesso Linneo conobbe l’Historia botanica practica, se in una lettera del febbraio 1755, ringraziava un amico per avergli inviato l’opera di un certo “Morands”.

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This is a classical “herbarium”, very detailed and accurate. Its peculiarity consists in its featuring exquisite illustrations of live plants drawn by the author himself and engraved on copper.