Ricettario di medicina (1780-90) in arabo scritto con caratteri ebraici.

mm 155x105. Campo scrittorio 118x84; 18 righe. Cartaceo, 181 carte non numerate. Scrittura vergata interamente in inchiostro nero, senza decorazioni. Parole guida al verso di ogni carta. La legatura, realizzata incollando lungo il dorso due ritagli in pelle nera con decorazioni a freddo identiche (cornice rettangolare a doppio filetto e diagonali raddoppiate), ora è completamente deformata. Anima in stoffa e tracce di capitelli verdi; ai piatti tracce di legacci in pelle, di cui uno si è preservato. Pessime le condizioni di conservazione: l’umidità ha seriamente danneggiato il codice, il quale è forse stato direttamente esposto all’acqua. Una sommaria datazione della scrittura riconduce l’opera agli ultimi decenni del XVIII secolo, mentre la calligrafia potrebbe appartenere a una mano sefardita o yemenita. Rade note (anch’esse in arabo con caratteri ebraici?) ai margini, vergate in inchiostro più scuro rispetto al testo, da una mano presumibilmente coeva. All’interno del testo spiccano alcune parole vergate in un corpo maggiore.

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Le maggiori informazioni su questo volume sono fornite da una scheda manoscritta vergata da p. Augustín Arce, il quale lo descrive come un ricettario medico basato principalmente sulle autorità di Rufus e Galeno. Galeno (qui nº 5, 9, 25 e 8 nel commento di Montano) ebbe un grande rilievo nella tradizione ebraica: considerato “il più grande medico” dai traduttori e dai medici ebraici sin dal Medioevo, fu in realtà anche aspramente criticato per la sua attività filosofica e per i giudizi riservati alla legge mosaica. Anche nel mondo ebraico, sin dal Medioevo, si è prestata molta attenzione alla trasmissione delle conoscenze e dei testi di medicina. Il volume indica quindi, all’altezza del XVIII secolo e in un contesto arabo-ebraico, l’interesse per due importanti medici antichi. Sebbene possa apparire inusuale la combinazione tra lingua araba e caratteri ebraici, è in realtà ampiamente attestata l’esistenza di documenti con queste caratteristiche nell’ambito giudeo-arabico; ciò, tra l’altro, avveniva addirittura per testi concernenti la stessa religione ebraica.

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This collection of recipes is probably based on authoritative texts by Rufus and Galen. What makes this manuscript unique is the fact that it was written in Hebrew script but in the Arabic language.