Opera omnia, a cura di Giovanni Battista Rasario, Venezia, Vincenzo Valgrisi, 1562-1563

Edizione in 9 parti, di cui qui manca la VIII. Cucito in 5 volumi.

I:          1562, 2°, cc. [12] 62, fasc. ’*6 *6 A-G8 H6

II:        1562, 2°, cc. 173 [1], fasc. A-X8 Y6

III:       1562, 2°, cc. 91 [1], fasc. A-L8 M4

IV:       1562, 2°, cc. 169 [1], fasc. A-V8 X10

V:        1562, 2°, cc. 87 [1], fasc. A-L8

VI:       1562, 2°, cc. 264 [2], fasc. A-Z8 Aa-Ii8 Kk10

VII:      1562, 2°, cc. 155 [1], fasc. A-T8 V4, ill.

IX:       Index, 1563, 2°, cc. 307 [1], fasc. *4 A-Z8 Aa-Pp8 Qq4

SBN IT\ICCU\BVEE\016195 (che lo dice in 10 parti)

mm. 346x250. Tutti i volumi presentano una legatura ottocentesca in mezza pelle marrone e carta marmorizzata blu di Prussia. Al dorso scomparti delimitati da greche dorate con fregi floreali in oro. Al recto della prima guardia timbro circolare nero con croce di Gerusalemme del Commissariato di Terra Santa di Washington, ripetuto al frontespizio (c. A1r) e timbro del Rev. Godfrey Schilling dell’Ospizio Terra Santa del Monte Calvario, Napoli. Ai margini dei voll. (tranne CIN A 107/5) numerose annotazioni manoscritte di più mani, cinque e secentesche. Carte brunite, gore d’acqua. In CIN A 107/1 nota manoscritta coeva al frontespizio: “In Nomine pa+tris et fil+ij et sp[irit]us + sa[n]cti amen. Hic sit ingressus”. Più in basso, nota “Ex libris Physici Dom(ini)ci Ant(oni)i Argenti 1660”. In CIN A 107/3 al centro del frontespizio: “Doctoris Physici Dom(ini)ci Ant(oni)i Argenti Bidontini”. Mutilo della c. Kk10, bianca. In CIN A 107/4 al centro del frontespizio: “Ex libris Doctoris Physici Dom(ini)ci Ant(oni)i Argenti Bidontini” [Bitonto in Puglia?].

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Galeno (ca. 130-200 d.C., qui nº 5, 8, 25) fu uno tra i più noti medici dell’antichità, impegnato alla corte imperiale di Marco Aurelio. Di origine greca, con lui l’arte medica raggiunse livelli altissimi, perché il medico doveva essere anche filosofo: partendo dagli studi di Platone, Aristotele, Ippocrate e della scuola alessandrina, si dedicò alla costruzione di un sistema dottrinale che potesse essere, quanto più possibile, una scienza tendente all’esattezza. Il corpus galeniano, ampio quanto quello ippocratico (qui n° 7), ma più omogeneo e coerente, si è conservato anche grazie alla fortuna di cui godette in ambiente cristiano, ebraico e musulmano: a partire dal VI secolo, infatti, le sue opere iniziarono a essere tradotte in arabo. Intorno alla fine del Quattrocento però, se da un lato si assistette a una generale riscoperta dei medici greci dal punto di vista filologico, dall’altro, quello propriamente scientifico, si attuò una dura confutazione delle loro teorie e dei loro metodi; ciò avvenne anche nel caso di Galeno per mano del medico fiammingo Andrea Vesalio (van Wesel). Giovanni Battista Rasario (1517-1578), che si occupò di curare questa edizione insieme a una équipe di studiosi, fu medico e professore di lettere greche a Pavia e Venezia.

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This version of Galen’s Opera omnia is edited by Rasario. Galen, one of the best known Greek physicians, worked on the creation of a doctrinal medical system that aimed to be as accurate and rigorous as possible.