CIN A 40

Dei discorsi nelli sei libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo, Venezia, Felice Valgrisi, 1585

I:          Libri I-II; 2°, pp. [160] 672, [4], fasc. *-**8 a-b6 c8 d-i6 k8 A-Z6 AA-ZZ6 AAA-KKK6, ill.

III:       Del modo di distillare le acque da tutte le piante, et come vi si possino conservare i loro veri odori & sapori; 2°, pp. [12], fasc. a6

SBN IT\ICCU\BRIE\000026

mm. 345x245. Legatura ottocentesca in pelle rossa su cartone rigido, con tagli marmorizzati in rosso e verde. In generale buono stato di conservazione, nonostante una certa usura, macchie, alcuni camminamenti da tarlo, danni da roditore al piatto posteriore e qualche rappezzo in carta. Gore d’acqua. Al frontespizio (c. *1r), nota “Ad usu[m] simplicem fratris Cherubini de Messana – 1628 – Si lassa ala spetiaria di terra santa per magior commodo di frati –”. Al colophon (c. MMMMMM6v) compare la data 1584. Questa I parte dell’opera del Mattioli veniva completata con la II rappresentata dal volume MED 49 (Venezia, Domenico Nicolini per Bartolomeo Alberti, 1604), con la medesima legatura. Anzi, in fine alla I parte è cucito il Del modo di distillare le acque di cc. 6, tratto proprio da questa edizione del 1604.

 

MED 49

Dei discorsi nelli sei libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo, Venezia, appresso Domenico Nicolino, 1604

Edizione in tre parti.

II:        Libri III-VI; 2°, pp. 673-1527 [1], fasc. LLL8 MMM-ZZZ6 AAAA-ZZZZ6 AAAAA-ZZZZZ6 AAAAAA-LLLLLL6 MMMMMM6, ill.

SBN IT\ICCU\RAVE\010044

mm. 345x240. Legatura ottocentesca in pelle rossa su cartone rigido, con tagli marmorizzati in rosso e verde. In generale buono stato di conservazione, nonostante una certa usura, macchie, vari camminamenti da tarlo, grande gora d’acqua al piatto posteriore e qualche rappezzo in carta. Al colophon (c. MMMMMM8r) compare la data 1604.

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Andrea Pietro Mattioli (1500-1577), medico e naturalista di origine senese, si occupò di commentare l’opera di Dioscoride (ca. 40-90 d. C.): il Mattioli resterà fino a tutto il Settecento il testo fondamentale della farmacologia (che per tre secoli manterrà il nome di «materia medica»). La prima edizione dell’opera, senza illustrazioni, fu pubblicata a Venezia nel 1544. Nonostante le critiche e le accuse mosse da illustri studiosi, il credito del Mattioli non venne meno. L’edizione risulta inframmezzata da circa 600 silografie disegnate da Giorgio Liberale e incise da Wolfgang Meyerpeck su richiesta dello stesso autore. Il testo del Mattioli venne a sua volta tradotto in diverse lingue. Del modo di distillare le acque da tutte le piante et come vi si possino conservare i loro veri odori et sapori, pubblicato come fasciolo sciolto a Venezia, nell’officina di Vincenzo Valgrisi, sarà poi stampato in appendice ai Discorsi a partire dall’edizione valgrisiana del 1568. Il De materia medica, composto intorno al 70 d. C., fu per almeno quindici secoli probabilmente la più importante fonte di notizie sulle erbe medicinali.

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Pietro Andrea Mattioli worked on Dioscoride’s De materia medica; this work remained an essential text of pharmacology up until the eighteenth century. This edition contains about 600 wood engravings.