Bibliotecario in Terra Santa I

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Gli oltre trent’anni in cui p. Arce ricoprì la carica di bibliotecario della biblioteca di San Salvatore a Gerusalemme (1936-1966) rappresentarono per l’istituzione francescana una sorta di età dell’oro. Durante questo lungo periodo, infatti, il religioso riuscì a ordinare in maniera professionale e altamente funzionale la raccolta libraria della Custodia, non solo curandola sotto il profilo dell’aggiornamento bibliografico, ma costituendo anche pregevoli fondi speciali. Le eccellenti doti e la minuziosa cura per i dettagli portarono p. Arce a creare innanzitutto una complessa rete di contatti all’interno delle realtà bibliotecarie e intellettuali internazionali. Di notevole interesse, sotto questo aspetto, sono le numerose lettere conservate presso l’Archivio della Custodia di Terra Santa relative ai rapporti con alcune delle più importanti biblioteche europee come, per esempio, la Biblioteca Nacional di Madrid.

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Altrettanto interessanti sono poi gli scambi epistolari intrattenuti dal religioso con le librerie internazionali, tra cui si annoverano anche alcuni importanti nomi di librai antiquari. Basti pensare a una lettera del 1926 del libraio di Lipsia Karl Hiersemann il quale, sebbene dispiaciuto del mancato interesse da parte di p. Arce per il nascente progetto del Gesamtkatalog der Wiegendrucke, lo ringraziava per aver suggerito l’acquisto del primo volume dell’opera al direttore dell’allora Jewish National and University Library di Gerusalemme, il filosofo Samuel Hugo Bergman.

 

Bibliotecario in Terra Santa II

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Le competenze storiche e bibliologiche del francescano sono testimoniate in particolare dalle molte annotazioni autografe presenti nei libri stessi. Gli appunti inseriti nelle carte di guardia di numerosi volumi antichi sono attestazioni di un profondo lavoro di studio e analisi bibliografica sulle edizioni presenti nella raccolta di San Salvatore. Moltissime sono le note riguardanti l’integralità del volume posseduto, come pure l’identificazione di edizioni mutile, per le quali p. Arce si procurò delle fotoriproduzioni da inserire nelle parti mancanti. Notevoli sono inoltre le ricchissime annotazioni sulla storia del singolo esemplare, dalle modalità di acquisto alle note di possesso stratificatesi sulle pagine del libro, che costellano i volumi della biblioteca custodiale.

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Tutti questi elementi mettono in evidenza una personalità estremamente matura ed evoluta rispetto ai canoni del tempo, attenta ai dati bibliologici e bibliografici come pure alla circolazione degli esemplari sul mercato librario. Gli strumenti redatti da Arce durante il suo incarico a San Salvatore rappresentano forse le testimonianze più dense del suo percorso da bibliotecario. La biblioteca della Custodia conserva, infatti, due cataloghi realizzati dal frate sotto forma di schedari, dedicati rispettivamente ai testi di viaggio in Terra Santa e alla raccolta generale del convento. Il primo è uno schedario “portatile” intitolato “Palestinologia – Itinera” e ospita le oltre settecento schede del ricco fondo di Itinera ad loca Sancta antichi e moderni conservati a San Salvatore.

Il secondo è invece il catalogo per soggetto della biblioteca, iniziato nel 1955 e mai pubblicato. Le schede contenute in questi due preziosi scrigni dimostrano perfettamente l’altissima sensibilità bibliografica di p. Arce. In particolare, il catalogo generale, suddiviso per sezioni, è testimone della raffinatezza analitica e della cura che il religioso rivolgeva alla raccolta di cui era responsabile. Conscio dell’importanza di tale istituzione, p. Arce cercò infatti di valorizzare al meglio i volumi da essa conservati e la fruizione di un così prezioso patrimonio bibliografico.