Padre Arce biografo francescano

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Nella vasta bibliografia di p. Arce, il racconto delle vite dei francescani di Terra Santa riveste un ruolo particolare. Le storie personali dei missionari nei luoghi sacri, infatti, esercitarono da sempre un fascino potentissimo sul religioso spagnolo. Questo profondo interesse fu dovuto principalmente a due fattori; innanzitutto la presa di coscienza, da parte di p. Arce, del ruolo fondamentale dei frati minori nelle vicende storiche del Medio Oriente, non solo dal punto di vista religioso e culturale, ma anche sotto il profilo sociale e amministrativo. In secondo luogo, l’esperienza dei suoi predecessori rappresentava per il frate una densa eredità spirituale legata alla sua personale missione di apostolato.

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Di conseguenza, non stupisce che gli sforzi del religioso si siano concentrati principalmente da una parte sulla ricostruzione delle biografie dei padri missionari e dall’altra sulle vite delle più importanti figure istituzionali dell’ordine nei luoghi sacri: i custodi e i commissari generali di Terra Santa. Tra gli scritti biografici più importanti di Arce si possono sicuramente annoverare quello dedicato al beato Manuel Ruiz (1963), superiore dei minori di Damasco all’epoca del martirio dei cristiani nel 1860, e quello incentrato sulla figura del custode lombardo Eusebio Zerboni (o Velez, da Veleso nome del suo paese natale). Sebbene i saggi siano incentrati sulle biografie dei religiosi, p. Arce era convinto della inscindibilità tra la vita delle figure istituzionali e gli avvenimenti storici occorsi nei periodi in cui si trovarono ad agire i personaggi oggetto dei suoi studi. Di conseguenza l’opera biografica dello spagnolo appare al lettore come un grande affresco costituito dall’intreccio omogeneo delle vicende del singolo personaggio all’interno della trama più ampia della storia di Terra Santa.